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SOTTO LA CENERE

Aggiornato il: 23 ago 2019

Nel ventennio, quando vivere era in qualche modo resistere

Le storie raccontate dallo storico Ugo Mancini sono 12 vicende reali accadute

durante il ventennio fascista.


Ed è proprio il momento storico in cui sono accadute che, da accadimenti

di semplice quotidianità, sono diventati causa di spiacevoli avvenementi.

Quali cause, processi e dure condanne.


Ho seguito con dolore, rammarico e tanta consapevolezza queste vicende.

Il potere di un'opera come questa è quello di ricordarci ciò che potrebbe accadere ad ognuno di noi, in ogni momento del nostro quotidiano.


La memoria storica ha un'importanza fondamentale e deve essere mantenuta e coltivata per non ripetere errori, gravi, già commessi in passato.


Ugo Mancini sceglie una forma quasi teatrale per descrivere con profonda delicatezza e accuratezza le vicende, ridando voce a quegli uomini e a quelle donne che grosse ingiustizie e dolori profondi hanno subito.


Questa modalità rende la lettura non solo coinvolgete ma, soprattutto, per citare quanto scritto nelliintroduzione da Alessandro Portelli, rende quest'opera


"un utile e innovativo strumento didattico per aiutare i più giovani a rendersi conto che la storia non sono nomi e date sui libri ma materia che è passata per le loro strade, le loro case, i loro vicini e i loro parenti."

Una delle storie che più mi ha colpita è stata quella di Tommaso Frasconi:


«Come ti chiami?».

«Tommaso Frasconi».

«Professione?».

«Contadino…».

«Davvero? Solo un contadino?».

«Un contadino… come tanti…».

«Se sei solo un contadino, allora perché sei qui?».

«Perché sono andato a lavorare la mia terra».

«Era festa!».

«La terra non sa quando è lunedì e quando è domenica e i pomodori hanno

bisogno di acqua tutti i giorni».

«Era la festa fascista del lavoro».

«La terra non ne sa nulla del fascismo… la terra conosce solo il lavoro».

«Però, una volta il 1° maggio lo festeggiavi!».

«Quella è la festa dei lavoratori… non del lavoro».


era il 21 aprile 1938,era la festa fascita del lavoro.

Tommaso aveva sessantadue anni e, per il gruppo di squadristi che lo picchiò senza pietà, era colpevole di essersi recato in campagna mancando, secondo loro, di "rispetto" a quella festa.

Lo arrestano e condannarono al confino, lasciandolo morire l'anno successivo proprio a causa delle percosse subite.


Questa è solo una delle 12 vicende narrate, ci sono anche Salvatore, Attilio, Armando, Oreste, Fernando....


Se ne avete occasione leggete queste libro, ve lo consiglio profondamente perché

non dobbiamo mai dimenticarci che la storia, prima di tutto, è fatta di persone.


Buona lettura!


Lo trovate facilmente sul sito della casa editrice vi lascio il link diretto qui

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