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"L'ultimo amico" - E. De Amicis

Aggiornato il: 23 ago 2019

Storia di un legame sincero.

Questo è il primo titolo che ho deciso di scegliere, e di cui voglio parlarvi, della collana "I classici ritrovati" di Caravaggio Editore.


"L'ultimo amico" è un lungo monologo in cui l'autore ripercorre il rapporto con Dick, il suo cane.


Partendo dalla totale diffidenza iniziale, per un animale sconosciuto, fino ad arrivare ad umanizzarlo, a sentirlo addirittura indispensabile per la sua esistenza, considerandolo un vero e proprio amico: l'ultimo amico.




"Sì, caro Dick: tu sei più di un cane per noi: sei un amico. [...] Fra i tanti debiti di gratitudine ho anche questo con lui: che egli mi ha fatto fare ammenda d'un'ingiustizia. Io ero ingiusto con la sua razza: non perché l'odiassi, ma perché non l'amavo, e non l'amavo perché non la conoscevo."

Queste pagine sono state scritte durante gli ultimi anni della sua vita, nel periodo più buio, durante il quale egli perse i suoi affetti più cari. Muore la madre Teresa, alla quale era legato profondamente; solo pochi mesi dopo perde il figlio, suicida ad appena vet'anni e ancora si separa definitivamente dalla moglie.


Il suo rapporto con il quadrupede Dick è descritto con profonda dolcezza e rispetto.

Una "relazione" che inizia per caso, Dick viene portato a casa dal figlio minore, si rivela un legame forte e sincero.


"O mio povero Dick! Brutto, bastardo e non stimato trenta soldi. Io sentii una grande pietà di te, e ti volli bene da quel momento perché t'avevano offeso, perché riconobbi in te un diseredato della natura, e pensai che in nessuna parte avresti trovato fortuna al mondo, fuorché nella mia casa."

Il linguaggio è desueto per molti termini ma è grazie alle scelte stilistiche e linguistiche che il messaggio e le emozioni passano e si diffondono con dolcezza.

È una lettura delicata che trasmette tutta la tenerezza del sentimento, inaspettato, che lega lo scrittore al fedele cane Dick.


Tutti conosciamo Edmondo De Amicis per la sua famosissima opera "Cuore" e vi consiglio di non perdervi queste poche, ma cariche di sentimenti, pagine in cui, partendo dalla semplice descrizione del suo, a volte buffo, amico a quattro zampe, finisce per rapportarlo ad un essere umano.


È un legame d'amore disinteressato che, naturalmente, si è creato tra un anziano, al tramonto della sua esistenza, e un cane che lo accompagna fedele in questo suo cammino.



"[...] se anche un colpo di tempesta mi gettasse sul lastrico, io dividerei ancora il mio pane con te, e lavorerei fino all'ultimo resto delle mie forze, quando pur non avessi altri doveri, per addolcire i tuoi ultimi giorni."

È attuale, è umano, è commovente.



Se vi interessa lo trovate direttamente a qui

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